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Impresa di pulizie e deducibilità per le imprese, un fattore da non trascurare

Per avviare con successo un’impresa di pulizia occorre avere la giusta motivazione e un business plan, elementi indispensabili per consentire ai potenziali clienti di far percepire la qualità dei servizi offerti supportati da una buona costruzione finanziaria e dagli obbiettivi da raggiungere contemplati proprio nel business plan.

L’esperienza e la reputazione rappresentano le fondamenta di un’impresa di pulizie di successo mentre in questo senso sarà meno determinante il prezzo dei servizi offerti. Non è pensabile infatti, sperare di aggiudicarsi una gara di appalto solo per aver offerto un prezzo più basso. Avere pertanto chances di conquistare una fetta di mercato, significa avere una buona reputazione e credibilità nei confronti del consumatore finale.

Le imprese di pulizia, in senso lato, offrono servizi di pulizia e sanificazione ambientale, tra cui anche servizi di disinfezione, nonché servizi di disinfestazione e derattizzazione sia nei confronti di abitazioni civili private che nei confronti di edifici industriali o anche verso strutture pubbliche come ospedali e scuole. L’attività di impresa di pulizia è regolata dalla legge 82/94 ed è esercitata da ditte individuali o società cooperative ed eccezionalmente da società a responsabilità limitata o società per azioni. Le imprese di pulizie hanno l’obbligo di iscriversi nel registro conservato presso la Camera di Commercio competente per territorio.

Solitamente un rapporto per le prestazioni di pulizia è regolato da un contratto di appalto dove, l’impresa incaricata assume il ruolo di committente e accetta, con l’organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, lo svolgimento dei lavori di pulizia, indicando con precisione gli orari e i locali interessati.

Se i servizi offerti sono rivolti, oltre che hai privati, anche verso altre imprese commerciali titolari di partita IVA, queste potranno annotare in contabilità, nel fatturato passivo, i costi relativi alla pulizia dei locali purché, i locali siano destinati siano destinati all’azienda, il costo sia effettivamente necessario e in ultimo che il costo sia supportato dalla fattura fiscale. Analogo discorso vale per l’impresa di pulizia stessa che, per il conseguimento dei fini aziendali, è obbligata a sostenere spese come ad esempio, per l’approvvigionamento di materiale per la pulizia, mezzi di trasporto per recarsi sul luogo di lavoro, spese connesse ai mezzi di trasporto, carburante, manutenzione ecc.., spese per eventuali dipendenti, pasti, spese telefoniche ecc.. e comunque tutte le spese che gravitano intorno ad un’azienda per il suo funzionamento a condizione che le stesse rispettino il principio di inerenza e di competenza. In particolare, il fatto di poter annotare in contabilità i costi di gestione, consente al contribuente titolare dell’impresa, di diminuire il reddito imponibile su cui poi andare a pagare le imposte.

Attualmente il settore delle imprese di pulizie ha registrato un notevole incremento, sia in termini di numero delle imprese presenti sul territorio che di personale impiegato e riguarda anche imprese di una certa dimensione nel cui contesto, il discorso sulla deducibilità dei costi è un fattore da non trascurare.